È confermato: la vita va oltre la morte

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E’ la ricerca dell’’Università di Southampton. Hanno studiato oltre due mila pazienti colpiti da arresto cardiaco per indagare il livello di consapevolezza i minuti dopo che il loro cuore ha smesso di battere.

Questa domanda iniziamo a farcela da bambini: «Cosa c’è dopo la morte?». Da subito capiamo che nemmeno i grandi, a cui di solito affidiamo tutte le nostre insicurezze, sanno rispondere. E notiamo che anche a loro, come a noi, questa domanda fa un po’ paura. Dalla religione, alla scienza e persino al cinema, in tanti hanno provato a teorizzare possibili scenari su quello che accade alla nostra coscienza (anima per chi crede) quando il cuore smette di battere. In nostro aiuto è arrivato uno studio dell’Università di Southampton che, in teoria, ha cercato di indagare su quello che accade i minuti dopo la morte.
Dal 2008, gli scienziati dell’università inglese hanno studiato pazienti colpiti da arresto cardiaco di 15 ospedali tra Stati Uniti, Regno Unito e Austria. Tra i 330 che sono sopravvissuti, 140 hanno vissuto un’esperienza di consapevolezza mentre venivano rianimati. Cioè: quando il cuore si è fermato loro c’erano, in qualche modo. Il 40% dei pazienti ha descritto di aver vissuto una sorta di percezione di coscienza post-mortem.

Questa la testimonianza di un uomo riportata da un ricercatore: «Un paziente ha descritto tutto quello che è accaduto nella stanza. Ma cosa ancor più importante, ha udito due beep di un macchinario che fa un rumore a intervalli di 3 minuti. Così possiamo misurare la durata della sua esperienza. Ci è apparso molto credibile: tutto quello che ci ha detto gli era davvero accaduto».

«Sappiamo che il cervello non può funzionare quando il cuore smette di battere», spiega al Telegraph il ricercatore Sam Parnia. «Ma in questo caso la consapevolezza cosciente è continuata per più di 3 minuti nel periodo in cui il cuore non batteva, nonostante il cervello si disattivi 20-30 secondi dopo che il cuore si è fermato».
A quanto pare, i racconti non sono tutti uguali, ma sembrano emergere dei temi comuni per tutti i pazienti.

Uno su cinque ha sentito un insolito senso di pace, e quasi un terzo ha avuto la sensazione che il tempo rallentasse o accelerasse, come riporta Adnkronos Salute. E ancora: c’è chi ha ricordato una luce intensa, un flash dorato o un grande sole luminoso. Poi, per quanto riguarda le sensazioni, c’è chi ricorda di aver provato paura. Il 13% si è sentito separato dal corpo e altrettanti hanno percepito un affinarsi dei sensi. «Molte persone hanno dato per scontato che queste fossero allucinazioni o illusioni, ma” i fatti descritti “sembrano corrispondere a eventi reali. Queste esperienze – conclude Parmia- necessitano di ulteriori indagini»

Redazione di VanityFair

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