Il mito del “diavolo imbroglione”

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Questo mito è comune in molte culture. Nella maggior parte egli è il responsabile della fine di un periodo di armonia tra uomini, animali e spiriti, di un processo di successive separazioni che ci ha condotto al mondo come lo conosciamo ora.

Questo mito, così come ci è stato tramandato dal popolo degli Zingari, un popolo nomade che muovendosi dall’India giunse in Europa verso il 1400, e da qui poi si spinse in America, in Africa e persino verso le regioni polari

“In principio, prima della creazione del mondo, c’era solo una grande distesa d’acqua. Dio era adirato di non avere né fratelli, né amici, e, in un momento di furia, scagliò il suo bastone contro la superficie delle acque. Il bastone si trasformò in un enorme albero e sotto l’albero dio scorse il diavolo. “Buongiorno, fratello mio – gli diceva il diavolo – io d’ora in avanti sarò il tuo compagno di viaggio”. Per nove giorni vagarono sulla superficie delle acque, ma Dio si accorse che il diavolo non era un amico sincero. Il nono giorno il diavolo disse: “Perché, mio Signore, non creiamo altri esseri che possano rallegrare la nostra vita?” “D’accordo – rispose il Signore – creiamo il mondo e popoliamolo di uomini. Ti insegnerò io come fare. Immergiti nella profondità delle acque e portami della sabbia. Quando avrò la sabbia pronuncerò il mio nome e dalla sabbia nascerà il mondo”. Il diavolo allora si immerse nel mare e dal fondo prese una manciata di sabbia, ma invece di portarla in superficie pronunciò subito il suo nome: “Diavolo!”. Sperava così di poter creare egli stesso il mondo, ma la sabbia divenne infuocata e gli ustionò le mani. Per nove giorni il diavolo tentò di ingannare Dio, ma ogni volta la sabbia diventava rovente e gli bruciava una parte del corpo. Dio, allora, vedendo il diavolo tutto scottato capì l’inganno. “Sei davvero un cattivo amico – gli disse -, se questa volta non mi porti la sabbia ti brucerai completamente”. Il diavolo fu costretto a consegnare la sabbia a Dio. E fu allora sufficiente che colui che è padrone del cielo e della terra pronunciasse il suo nome, “Dio!”, perché la sabbia prendesse forma di mondo, con i mari e i fiumi, i monti, le valli, animali ed alberi di ogni tipo. Ma il diavolo era proprio un grande imbroglione. Appena vide il mondo scelse per sé il luogo più bello: “Io abiterò sotto questo albero frondoso al centro della terra”. Questa volta, però, Dio non si fidò più del diavolo e lo fece sprofondare sotto terra. E allora dall’albero caddero molte foglie e ogni foglia generò un uomo”

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